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2005, la rivoluzione del calcio in poltrona

Dal 22 gennaio digitale terrestre su Mediaset e La7: il derby Inter-Milan costerà solo 3 euro

Milano,

La rivoluzione del digitale terrestre è ormai in casa. Che cosa bisogna fare quindi per prendere parte alla grande svolta che dal prossimo 22 gennaio porterà il calcio in televisione a prezzi stracciati? I passaggi chiave non sono poi molto complessi, ma dato che si tratta di un approccio sostanzialmente nuovo nelle forme e nei contenuti partire dall’abc non guasta di certo.

I PRIMI PASSI – La7 e Mediaset dal 22-23 gennaio (prima giornata di ritorno) partono con le trasmissioni delle partite di serie A di 17 squadre. Una partita costerà 2 o 3 euro, ma prima del calcio di inizio ci sono un po’ di cose da sistemare.
Il primo passo da fare è quello di verificare se nel proprio territorio c’è o meno la copertura del digitale terrestre. È un passo fondamentale, perché in caso negativo, si deve rinunciare in partenza all’idea di vedere le partire: il 35% della popolazione, in particolare al Sud, per ora è escluso dalla nuova tecnologia. Per sapere se si riceve il segnale, sia Mediaset che La7 offrono due possibilità, il telefono e il sito internet: il call center di Mediaset risponde al 199303404, quello di La7 è già attivo, risponde all’800776677 e sarà potenziato dal 7 gennaio. Sulla Rete, dal 7 gennaio sarà attivo il sito www.mediasetpremium.it, mentre su www.la7.it si possono già avere le informazioni sulla copertura.
Per chi ha passato con successo il primo scoglio c’è una seconda cosa da verificare: se l’antenna riceve il segnale dei canali destinati al calcio, che si vanno ad aggiungere a quelli tradizionali, già disponibili sul digitale terrestre. Nel caso si debba chiamare l’antennista, Mediaset ha stipulato un accordo con la categoria, per cui la prima uscita ha il costo fisso di 12 euro. La7 mette invece a disposizione una lista di antennisti consigliati. A questo punto ci si può decidere ad acquistare il decoder: per i primi 700.000 il contributo statale copriva l’intera spesa di 140 euro. Ora gli incentivi sono raddoppiati (un milione e 450mila), ma sono dimezzati nella sostanza: 70 euro. Per avere diritto all’incentivo bisogna presentarsi con il bollettino del canone Rai. La terza condizione necessaria per vedere le partite è quella di avere il software che «legge» la tessera prepagata delle due televisioni. Per chi ha già il decoder l’aggiornamento sarà automatico e gratuito a metà gennaio. Chi comprerà il decoder in quei giorni lo troverà già completo di software.

DAVANTI ALLA TV – Se sono un tifoso di una fra Juve, Milan, Inter, Roma, Samp, Messina, Atalanta o Livorno mi abbonerò a Mediaset per vedere le partite casalinghe della mia squadra. Se il mio cuore batte per una fra Cagliari, Palermo, Fiorentina, Chievo, Lecce, Reggina, Brescia, Bologna e Parma allora comprerò la tessera di La7 (sempre per le partite casalinghe). Per i tifosi di Udinese, Lazio e Siena niente da fare: le loro squadre per quest’anno hanno perso il treno. Ma possono pur sempre essere seguite nelle partite in trasferta.
Ed eccoci all’oggetto chiave: la tessera prepagata da inserire prima di ogni partita che si vuole vedere. Quella di Mediaset sarà in vendita a 18 euro, per 6 partite. Non è ricaricabile e scade il 30 giugno 2005. Dopo averla esaurita basta comprarne un’altra, come avviene per il cellulare. La tessera di La7 sarà venduta inizialmente a 10 euro per 5 partite, successivamente a 15 euro. A differenza dell’altra non scade, non deve essere riacquistata ed è ricaricabile attraverso internet, presso i rivenditori o telefonicamente.

DIETRO ALLA TV – Le due televisioni si stanno ovviamente attrezzando alla nuova sfida, che coinvolge le strutture tecniche e quelle giornalistiche. «La7 – spiega Piero De Chiara, responsabile del digitale terrestre – ha già una struttura sportiva molto forte fondata sul Processo di Biscardi e sulla redazione sport. L’offerta calcio a pagamento è comunque destinata a rivoluzionare il modo di vedere le partite e questo porterà novità anche nel modo di ‘‘fare spettacolo’’ con il calcio in tv». Magari non subito, ma ne vedremo delle belle. Anche su Mediaset, naturalmente, dove la struttura può contare sulla lunga esperienza maturata con la trasmissione della Champions League e con altri grandi eventi come il Giro: «Siamo pronti – sottolinea Ettore Rognoni, responsabile dei servizi sportivi di Mediaset – anche se l’impegno sarà abbastanza gravoso per tutti. Stiamo definendo (come del resto sta facendo La7 ndr) la squadra giornalistica, ma tutto sarà assolutamente pronto per il 22 gennaio».
Intanto è ancora tempo di sperimentazioni tecniche. Il clou si avrà il 9 e il 16 gennaio, quando il prodotto televisivo sarà confezionato per intero. Si è narrato di duri «scontri» fra i cameramen del digitale e quelli di Sky durante Messina-Palermo dell’11 novembre scorso. Di sicuro ognuno deve trovare i suoi spazi e anche se il terrestre non insidierà da subito la pay tv di Murdoch è naturale che ci possano essere piccole schermaglie: «Si tratta solo di trovare le soluzioni tecniche migliori per tutti» spiegano dalle società. Del resto i due nuovi ospiti hanno pagato rispettivamente 125 milioni (Mediaset per otto società) e 32 milioni (La7 per nove squadre) e si sono così guadagnate un buon posto a bordo campo. Magari qualche problema ce l’avrà il pubblico in tribuna, che rischia di perdere il filo del gioco dietro a una selva di telecamere. Ma questo è un altro discorso.

Quelle Corriere della Sera

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