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: Mediaset, sì al secondo…

Mediaset, sì al secondo multiplex, ma…

L’autorità delle Comunicazioni ha dato parere favorevole all’Antitrust in merito all’acquisizione di Canale D da parte di Mediaset, ma ha posto tre condizioni. Intanto Europa 7 ha inviato una diffida contro Mediaset alla stessa Authority.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha inviato all’Antitrust (che deve dire la parola finale in materia e ha intanto evitato di aprire un’istruttoria sulla questione) il suo parere favorevole in merito all’acquisizione di Canale D da parte di Mediaset. L’assenso è comunque condizionato da alcune limitazioni e verifiche che andranno effettuate.

La prima verifica riguarda il fatto che con questa operazione Mediaset non assuma una posizione dominante sul mercato (sarà quindi da verificare la cessione del 40% della capacità trasmissiva). Un secondo aspetto è relativo all’assetto delle reti digitali in base al piano delle frequenze, mentre l’ultimo è il più complesso. Si tratta infatti di appurare che Mediaset abbia tutti i requisiti necessari previsti dall’articolo 15 della legge Gasparri (quello relativo al discusso “SIC”) e dell’articolo 25 della stessa legge, cioè quello che vieta a qualsiasi operatore di superare il limite del 20% dei canali terrestri (sia analogici che digitali).

Con questa operazione Mediaset, una volta ottenuta l’autorizzazione, mira a convertire il segnale di Canale D in digitale terrestre, in modo da avere il suo secondo bouquet in digitale; comprendendo tutto, anche l’analogico, si tratta della quinta rete complessiva, senza dimenticare che attualmente alcune sue reti sono diffuse in digitale anche dal bouquet di D-free.

L’organismo di Calabrò dovrà comunque prendere in esame anche la diffida fatta da Europa 7, che invita l’Autorità a prendere provvedimenti contro quello che viene considerato un concentramento di mezzi nelle mani di Mediaset. Infatti, secondo l’esposto al vaglio dell’Autorità, l’azienda del Biscione supererebbe il 20% dei canali analogici e digitali comprendendo nel complesso i vari canali del calcio a pagamento (che da qui fino a fine giugno invece di partite offriranno a pagamento altri tipi di contenuti), anche escludendo dal computo il nuovo acquisto Canale D.

Comunque, vista questa decisione, è lecito supporre che un parere analogo dell’Agcom possa essere espresso anche per la rete di Telemarket Elefante, recentemente acquisita da Telecom Media Italia (secondo multiplex digitale e quarta rete per Telecom).

L’Antitrust ha infine aperto un’istruttoria per accertare se Giuliano Urbani, ex ministro per i Beni Culturali, sia compatibile con la nuova carica di Consigliere di Amministrazione della Rai. In base alle norme in vigore sul conflitto di interessi, infatti, l’incompatibilità è estesa a coloro che hanno ricoperto cariche di governo per dodici mesi dalla cessazione dell’incarico, nel caso in cui si vadano a ricoprire cariche in enti di diritto pubblico e in società aventi fini di lucro che operino in settori connessi con la funzione precedente.

Quelle Millecanali

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