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: Il P2P? non fa che crescere

Il P2P? non fa che crescere

Mentre appaiono nuovi studi sul declino di Kazaa a favore di eDonkey alcuni accademici americani si imbarcano in misurazioni di nuova concezione, scoprendo che l’uso del P2P non è mai calato, checché ne dicano le major. Crociate inutili?

San Francisco (USA),

“Secondo le nostre rilevazioni, il volume del traffico P2P non è mai sceso dal 2003 ad oggi. I dati confliggono con le dichiarazioni di cali significativi del traffico”. Ad affermare che il peer-to-peer vive oggi un’età di costante crescita sono gli accademici statunitensi che hanno presentato un singolare studio denominato “Il P2P sta morendo o si sta solo nascondendo?”.

Gli autori – Thomas Karagiannis, Andre Broido, Nevil Brownlee, kc claffy e Michalis Faloutsos dell’Università di Riverside e quella di San Diego nonché membri dell’associazione CAIDA – affermano di aver seguito una procedura di indagine innovativa che si basa sulla misurazione del traffico su tutti i protocolli peer-to-peer conosciuti.

“Inoltre – si legge nell’abstract dello studio – andiamo oltre la ben nota limitazione sulle porte attraverso il reverse engineering dei protocolli e l’identificazione delle caratteristiche dell’utilizzo. E scopriamo che, se viene misurato con attenzione, il traffico P2P non è mai sceso; in realtà non abbiamo mai notato un calo del traffico P2P nel tempo (qualsiasi cambiamento è un aumento) da nessuna delle nostre rilevazioni”.

Lo studio (qui in pdf) viene presentato come autorevole risposta ad alcune rilevazioni presentate dai discografici che indicherebbero un calo nell’uso del peer-to-peer come conseguenza della crociata legale che ormai da tempo viene condotta non soltanto verso chi realizza software di scambio, ma anche direttamente verso gli utenti finali.

“A nostro parere – spiegano infatti gli autori dello studio – accurate misurazioni sono destinate probabilmente a rimanere assai difficili dal momento che gli utenti P2P si spostano spesso su protocolli nuovi e più sofisticati, ad esempio BitTorrent. In linea generale possiamo osservare che l’attività P2P non è diminuita. Al contrario, il traffico P2P rappresenta una parte consistente del traffico internet ed è destinato a continuare a crescere nel tempo, indipendentemente dai comportamenti della RIAA”.

Proprio nelle scorse ore è stato peraltro presentato un nuovo studio della società di rilevazione BayTSP, secondo cui per la prima volta lo scorso mese i volumi di traffico delle reti eDonkey-Overnet hanno superato quelli del network di FastTrack, dove primeggia Kazaa. Il lento declino di Kazaa, già segnalato lo scorso luglio sembra dunque proseguire, probabilmente a causa del fatto che molte delle denunce presentate dalle major contro gli utenti hanno preso di mira proprio utenti della piattaforma di Sharman Networks.

Source Punto Informatico

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